Pietro Di Donato. Radici e resistenza identitaria nei romanzi e nelle storie brevi dello scrittore italoamericano

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Cacco è riuscito a entrare nella mente di un autore del Ventesimo secolo profondamente complesso e tormentato, evocando un ritratto straordinariamente vivido, quasi olografico, dell’uomo e del suo mondo interiore. Nessuno ha mai saputo assorbire – e decostruire – in modo così completo l’intera produzione letteraria di mio padre.

Richard Di Donato

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Descrizione

Pietro Di Donato occupa un posto unico nella letteratura italoamericana del Novecento. Figlio di immigrati abruzzesi, a soli dodici anni fu costretto a sostituire il padre, morto a New York in un tragico crollo in cantiere, caricandosi sulle spalle il peso della famiglia. Da quel trauma insanabile nacque Cristo fra i muratori, un capolavoro in grado di scuotere l’America in piena crisi e di conferire dignità alla sofferenza di un’intera generazione di emigranti italiani.

Se la critica lo ha spesso confinato al successo del suo primo romanzo, Matteo Cacco amplia qui l’orizzonte, analizzando per la prima volta in modo sistematico l’intero corpus delle sue opere. Particolare attenzione è dedicata anche alle short stories, molte delle quali pubblicate sulle popolari riviste maschili statunitensi tra gli anni Cinquanta e Settanta, restituendo così la versatilità di uno scrittore capace di confrontarsi con i principali spazi di espressione letteraria del suo tempo.

Attraverso una ricerca meticolosa, Cacco pone al centro della sua indagine il concetto di “resistenza identitaria” dei “paesani”, impegnati a preservare l’ancestralità di Vasto di fronte alle pressioni dell’assimilazione, e si spinge oltre rintracciando nelle opere della maturità – dal romanzo su Madre Cabrini fino all’inchiesta sul caso Moro Christ in Plastic – un profondo percorso di redenzione che porterà Di Donato a riconciliarsi con le proprie radici, trasformando la memoria individuale in una testimonianza morale di valore universale.

 

Matteo Cacco

Matteo Cacco è Research Manager presso l’Università di Colonia. In precedenza ha operato, presso la stessa istituzione, nel Dipartimento delle Relazioni internazionali. Nel corso degli anni ha svolto anche attività di docenza a contratto. Da tempo coltiva una profonda passione per la letteratura e il cinema dell’immigrazione, con particolare attenzione ai “paesani” abruzzesi, alle tradizioni e alla vita della comunità italoamericana, con uno sguardo privilegiato all’opera di John Fante. Ha pubblicato saggi e tenuto seminari a Roma, Parigi, Lussemburgo, Londra e Los Angeles su temi quali l’interculturalità e la letteratura, il realismo magico sudamericano, il multiculturalismo, il rapporto tra sceneggiatura e romanzo nel cinema narrativo classico, nonché su figure e autori della cultura italoamericana, tra cui Madre Cabrini, John Fante, Edward Dmytryk, Pietro Di Donato e Pascal D’Angelo. In ambito accademico, è valutatore per riviste scientifiche quali «International Journal of Language and Literature» e «Testo e Senso». Dal 2021 prende parte al John Fante Festival e, dal 2023, coordina il premio “John Fante Opera Prima – Cinema” e le tavole rotonde dedicate alle più recenti ricerche sull’autore.

 

 

Informazioni aggiuntive

Formato

15×21

Pagine

152

ISBN

9791281235274

Pubblicazione

maggio 2026